Salernitana-Empoli l’ho vista così…

castagnetti

Il solito Empoli formato trasferta: fa la partita, dimostra la sua superiorità, va in vantaggio e poi stacca la spina facendosi recuperare. Alla Salernitana sono bastati due minuti per creare le uniche due occasioni dell’incontro sfruttate appieno per prendersi tre punti che la portano ad una sola lunghezza dagli azzurri. Per 34 minuti in campo c’è stato solo l’Empoli, i granata si sono visti per un paio di traversoni innocui dalla lunga distanza. Ci hanno provato prima Krunic, poi Romagnoli sotto porta ed infine la perla di Pasqual direttamente su calcio di punizione a legittimare il meritato vantaggio. Felicità durata poco perchè, come detto, nel giro di un paio di minuti la formazione di Bollini ha capovolto la situazione grazie ad una doppietta di Bocalon ma soprattutto grazie alla difesa azzurra, non nuova, purtroppo, a simili leggerezze.

E dire che per i padroni di casa le cose non erano iniziate benissimo, il forfait di Sprocati prima del match e le sostituzioni forzate di Bernardini e capitan Schiavi per infortunio nella prima parte del primo tempo avevano costretto Bollini a modificare l’assetto. Sembrava, insomma, una giornata indirizzata verso il sereno per l’Empoli. Sembrava, appunto. I ragazzi di Vivarini non sono più riusciti ad impensierire in modo serio la retroguardia salernitana, neppure nella ripresa giocata costantemente in avanti ma sbattendo contro una squadra ben messa in campo che ha concesso soltanto un paio di tiri da fuori al neo entrato Zajc. Troppo poco.

Oltre ad aver confermato un’eccessiva fragilità difensiva (la difesa dell’Empoli è tra le peggiori del campionato con 18 gol subìti), la squadra ha di nuovo palesato una preoccupante mancanza di carattere e di personalità. Si sente la mancanza di leader veri, di trascinatori, e di una verve agonistica che, per esempio, ha messo in campo la Salernitana. Che l’Empoli fosse più forte tecnicamente lo si è visto, ma non basta solo la tecnica per avere la meglio sull’avversario. Occorre la grinta, la voglia di vincere, l’umiltà di raggiungere un obiettivo attraverso il sudore e il sacrificio. E serve cattiveria e convinzione. Siamo alla dodicesima giornata e puntualmente ci troviamo, mi trovo a scrivere e dire le stesse cose e potrei continuare ripetendo la solita litania della squadra completamente nuova che deve trovare il giusto assetto, che nessuno avrebbe pensato di trovarsi in cima alla classifica in così breve tempo dopo quanto successo in estate.

Tutto vero, ma il tempo passa e se sbagliare è umano perseverare è diabolico. L’Empoli continua a ripetere gli stessi errori di sempre, è sorretto da un attacco micidiale che compensa una fase difensiva da retrocessione. L’anno scorso la situazione era diametralmente opposta con un reparto offensivo anemico ed una difesa più solida. Andrebbe bene una via di mezzo perchè questa Serie B è assolutamente alla portata dell’Empoli e proteggendo, migliorando il pacchetto arretrato con gli attaccanti che ci sono in rosa si potrebbe puntare veramente a qualcosa di importante. La continuità è fondamentale, ma per adesso ogni volta che si è presentata l’occasione per acquisire certezze e provare a dare stabilità ai propri momenti l’Empoli ha frenato. Se il carattere non si può comprare almeno si può provare a modificare qualcosa negli interpreti e, perchè no, nel modo di stare in campo. La difesa appena subisce una pur leggera pressione degli avversari va in difficoltà ed incassa gol; ogni pallone che spiove in area è un brivido freddo lungo la schiena. Non si può pensare di segnare sempre tre gol per vincere una partita, urgono correttivi.

 

Foto: Empoli FC

Annunci

Venezia-Empoli l’ho vista così…

venezia

Nel calcio, come in ogni altro sport, si vince e si perde. Poi ci sono vittorie e vittorie e sconfitte e sconfitte, ognuno le vive in maniera diversa a seconda delle sensazioni percepite. La sconfitta subìta dall’Empoli a Venezia è di quelle per me fastidiose, molto fastidiose perchè la storia del match dice altro, dice che l’Empoli ha dimostrato per larghi tratti di essere formazione superiore ed il fastidio nasce da quella clamorosa ingenuità nel finale che ha regalato il successo alla squadra di Pippo Inzaghi. E’ impensabile prendere un gol del genere, una ripartenza a tre minuti dalla fine sul punteggio di parità ed una difesa scoperta addirittura in doppia inferiorità numerica. Si parla di un presunto fallo su Romagnoli a centrocampo. A parte il fatto che secondo me non c’era il fallo ma questo non cancellerebbe la discutibile disposizione dei difensori azzurri che è costata il gol vittoria veneziano ed un punto gettato nelle acque della laguna.

E’ la terza sconfitta stagionale e in nessuna delle tre c’è stata serenità nell’accettarla perchè in nessuna delle tre c’è stato un merito schiacciante dell’avversario ma sono stati più i demeriti azzurri. Dopo lo stop con il Cittadella dicemmo che “questa è la Serie B, ne troveremo altre di Cittadella”, la squadra di Venturato dopo il gol iniziale condusse una gara ostruzionistica non facendo giocare l’Empoli e al tempo stesso rinunciò a giocare riuscendo però a prendere tre punti con mezzo tiro in porta. Dopo Avellino invece dicemmo che “l’Empoli non deve commettere l’errore di pensare di aver già vinto anche se si trova avanti di due gol” e parlammo di sconfitta salutare, che avrebbe insegnato. Per la battuta di arresto di Venezia dobbiamo parlare di una partita dominata, pur non avendo avuto clamorose e numerose occasioni questo va detto, ma con zero punti all’attivo. E’ una squadra nuova, ok. Ancora alla ricerca di equilibrio ed amalgama, ok. Ma questi sono punti lasciati per strada. A me hanno sempre detto che specialmente in Serie B la continuità è fondamentale e riuscire a lasciare il “Penzo” con un punto sarebbe stato importante. A volte ci vuole anche l’umiltà di sapersi accontentare.

Nessuno fa drammi, nessuno si strappa i capelli per una squadra che rimane comunque prima in classifica ed ha fatto cose superiori rispetto a quello che ci potevamo aspettare alla vigilia. Questa era la decima partita ovvero il limite che avevo fissato per fare un primo bilancio per questo primo quarto di campionato ed è un bilancio positivo ma con riserva. A breve il tecnico dovrà risolvere la fase difensiva, riuscire a prendere meno gol perchè il tempo passa e la classifica è cortissima. Per ora l’Empoli ha sopperito a questa carenza con un attacco atomico, ma non si può sempre sperare di fare due gol a partita. La mia idea sul potenziale di questa squadra non cambia, rimango convinto che sia molto alto e che le problematiche attuali non siano da imputare alla scarsa qualità dei singoli ma piuttosto a meccanismi da perfezionare e, forse, anche ad accorgimenti tattici che sarebbe meglio prendere in considerazione.

Per fortuna c’è poco tempo per piangere su questa sconfitta perchè martedì si torna nuovamente in campo contro una squadra, il Pescara, che certo non verrà ad Empoli per fare una passeggiata e che ha nel proprio dna la propensione all’attacco marchio di fabbrica del proprio allenatore, ci vorrà una difesa super accorta per provare a rialzarsi subito e presentarsi a Salerno sempre da primi della classe. In attesa di capire l’entità dell’infortunio occorso a Donnarumma.

Foto Empoli FC, tifosi azzurri a Venezia

Virtus Entella-Empoli l’ho vista così…

entella

Vittoria che vuol dire primo posto, ma che sofferenza! C’è voluto un jolly di capitan Pasqual per portare a casa tre punti d’oro dopo che, pronti via, parevano essere una formalità. Eh sì perchè appena il tempo di mettersi comodi che Simic trovava l’angolo vincente per l’1-0. Passano sette minuti ed è Donnarumma a siglare il raddoppio dopo uno scambio con Ciccio Caputo da stropicciarsi gli occhi. Partita finita o comunque indirizzata? Macchè! L’Entella non molla, cresce con il passare dei minuti e mette dentro una rabbia agonistica che permette ai padroni di casa di mettere paura alla nuova capolista. L’Empoli prova a gestire il primo tempo con un atteggiamento sornione ma si espone sovente agli attacchi dei locali che buttano spesso il pallone in area alla ricerca della spizzata vincente e cercano di sfruttare il fattore campo dove la squadra di Vivarini dà la sensazione a volte di far fatica a trovare le giuste misure su un tappeto di dimensioni ridotte.

L’imprecisione degli attaccanti liguri e qualche buona parata di Provedel mantengono il risultato sul doppio vantaggio all’intervallo. La cosa da non fare, o meglio non ripetere, è farsi rimontare come successo ad Avellino e per poco non è accaduto di nuovo: in quattro minuti, dal 13′ al 17′ l’Entella trova il pari con i due bomber La Mantia e De Luca e solo un super Provedel nega il vantaggio alla squadra di Castorina con un doppio intervento in mischia. Nel finale, come detto, un tiro di Pasqual da fuori area regala tre punti d’oro forse non meritati appieno. Successo che vale il primo posto anche se la classifica è cortissima, un semplice stop potrebbe far scivolare qualsiasi squadra di diverse posizioni. Meglio non farci molto caso anche se chiaramente fa piacere guardare tutti dall’alto.

La partita di Chiavari ha confermato ancora una volta che c’è da lavorare tanto soprattutto sulla difesa che, dopo un periodo che aveva fatto registrare un timido miglioramento, continua ad imbarcare acqua. Quando parlo di difesa vuol dire fase difensiva, non il solo reparto davanti a Provedel. Ben tredici squadre hanno subìto meno gol, dato mitigato dal miglior attacco del campionato capace di produrre fin qui la miglior differenza reti. E poi occorre una crescita di personalità e maturità perchè una squadra ambiziosa non può farsi rimontare un doppio vantaggio con così tanta facilità. Un atteggiamento più deciso e autoritario non guasterebbe, si sposerebbe alla perfezione con la qualità generale di questo gruppo. Vivarini è da elogiare per aver scelto il parametro della meritocrazia schierando dal primo minuto Di Lorenzo e Ninkovic in luogo di Untersee e Zajc che non avevano fatto benissimo contro il Foggia. Ed ha avuto ragione anche nei cambi di Chiavari, forse un po’ tardivi, ma alla fine gli ingressi dello stesso Zajc ma soprattutto di Bennacer hanno rimesso a posto le cose perchè i due ragazzi hanno ridato nuova linfa e vitalità ad una squadra in palese difficoltà.

Sabato prossimo altra trasferta non facile contro il Venezia di Pippo Inzaghi che sta facendo buone cose in questo avvio di stagione. L’Empoli ritroverà Krunic che ha scontato i due turni di squalifica e l’obiettivo sarà quello di dare continuità agli ottimi risultati in attesa di terminare questo benedetto processo di amalgama che a questo punto doveva essere a buon punto.

Foto: Empoli FC

Empoli-Foggia l’ho vista così…

caputo3

Uno dei motivi per il quale il calcio è uno sport molto amato è quello dell’esito non scontato, della sua imprevedibilità e della sua illogica. Che a volte va a vantaggio della propria squadra e a volte della squadra avversaria, ma che genera ugualmente un turbinio di emozioni che non è facile raccontare. Empoli-Foggia rientra in questo concetto: gli azzurri al 10′ del secondo tempo potevano tranquillamente stare sotto per 1-0, dopo appena 18 minuti vincevano 3-0. Un po’ come successo la settimana scorsa quando l’Empoli, avanti per 2-0, in un quarto d’ora si vide superare dalla squadra di Novellino. L’importante era tornare a vincere, reagire dopo il doppio stop patito contro Cittadella e, appunto, Avellino. Missione compiuta, ma che fatica!

Il Foggia si è rivelata squadra organizzata, difficile da affrontare, messa in campo molto bene e che per almeno un’ora di gioco ha fatto meglio dell’Empoli. Forse fragile caratterialmente perchè dopo lo svantaggio non è riuscita a trovare le forze per reagire. La differenza l’ha fatta la qualità dei singoli calciatori, quella dell’Empoli è complessivamente superiore e una volta trovato il guizzo giusto il compito è risultato più semplice. Il tutto avvenuto dopo una regola non scritta nel calcio: gol sbagliato, gol subìto. L’errore di Fedato al 10′ della ripresa è di quelli pesanti e tre minuti più tardi Ciccio Caputo ha piazzato il primo sigillo.

Primo tempo sotto tono e piuttosto caotico in fase di costruzione da parte degli azzurri con un centrocampo che a tratti sembrava incapace di imporsi contro un avversario che sovente riusciva a creare la superiorità numerica con il risultato che l’Empoli ricorreva in maniera non ossessiva ma eccessiva sì al lancio lungo rinunciando a giocare la palla, al fraseggio. Merito del Foggia ovviamente, ma qualche problemino ancora c’è per l’Empoli che deve lavorare per perfezionare il proprio impianto di gioco. E’ vero che gli azzurri lamentavano diverse assenze per via delle convocazioni in nazionale, ma questo non deve e non può costituire un alibi perchè altre volte accadrà nel corso della stagione. Lo sappiamo prima e non sono assenze non preventivate quindi secondo me non ci si deve piangere addosso mai per questo. A maggior ragione se si ha una rosa all’altezza per poter sopportare più defezioni.

L’assenza di Krunic, semmai, ha dato la possibilità a Zajc di mettersi in mostra e di giocarsi questa possibilità dopo la buona prova di Avellino. Lo sloveno non l’ha sfruttata al meglio, ha sbagliato tantissimo in entrambe le fasi fino alla sostituzione con Ninkovic che, differentemente al compagno, ha dato un’inerzia diversa al match sebbene l’ex genoano sia entrato con l’Empoli già in vantaggio. In difficoltà anche i due centrali di centrocampo; Castagnetti mi sembra che faccia più fatica da quando l’Empoli è passato al modulo con il trequartista in luogo del puro 3-5-2, Lollo sembra che debba ancora calarsi appieno nel ruolo di interno anche se è cresciuto alla distanza nella gara contro il Foggia. Senza infamia Untersee mentre dall’altra parte Pasqual ha dimostrato per l’ennesima volta quanto sia importante il suo apporto e la sua esperienza. Buona la gara del capitano azzurro e prezioso il suo contributo anche per i compagni del reparto offensivo.

La difesa ha sofferto un po’ la pressione avversaria anche se a conti fatti grossissimi pericoli non ne sono stati corsi, semmai nel finale quando la squadra ha manifestato di nuovo una pericolosa rilassatezza a risultato potenzialmente acquisito. Un aspetto sul quale lavorare come sottolineato anche da mister Vivarini in conferenza post-gara. Degli attaccanti cosa dobbiamo dire? Caputo è tra i più forti del campionato e lo sapevamo, Donnarumma è per me imprescindibile in questo momento. Giocatore che per gli equilibri della squadra è di straordinaria importanza e poi ha sempre pronto il colpo in canna. In serata il passo falso del Frosinone a Novara permette all’Empoli di guidare la classifica assieme proprio alla formazione laziale ed il Palermo, ma è veramente troppo presto per dare peso ad una graduatoria che vede 16 squadre racchiuse in 4 punti. L’aspetto positivo è la certezza che l’Empoli ha ancora margini di miglioramento notevoli. La doppia trasferta di Chiavari e Venezia, l’infrasettimanale contro il Pescara e il confronto all’Arechi con la Salernitana che ci porteranno a fine mese ci daranno forse una visione più chiara.

 

Foto EmpoliFC

Avellino-Empoli l’ho vista così…

Empoli Logo Nuovo

L’Empoli che ritrovi (quello fino al 2-0 di Zajc) e l’Empoli che non ti aspetti (quello che si fa riprendere e rimontare). Seconda sconfitta per gli azzurri, sconfitta che ha dell’incredibile per come è maturata. Lo stop di sette giorni fa contro il Cittadella non ha evidentemente insegnato nulla, la squadra sembra far fatica a calarsi nella giusta mentalità di questo campionato che non ammette rilassamenti nè, tantomeno, peccati di presunzione o mancanza di umiltà. Per motivi che rimarranno probabilmente oscuri, la squadra di Vivarini dopo il 2-0 di Zajc è sparita dal campo. Inesistente. E l’Avellino ha fatto quello che ha voluto segnando tre gol in rapida successione, l’ultimo con l’intera difesa immobile a guardare il calciatore irpino colpire la palla di testa.

Eppure il sabato era iniziato bene con una giusta partenza, un giusto approccio alla gara dopo quello negativo contro il Cittadella ed il gol di Donnarumma, fantastico, dopo appena undici minuti aveva fatto ben sperare. L’Empoli faceva la partita, l’Avellino si chiudeva e fino alla metà del primo tempo non vi erano stati sentori che l’inerzia potesse in qualche modo cambiare. E invece no, nella seconda parte della prima frazione i padroni di casa hanno preso fiducia e si sono convinti di poter far male alla retroguardia azzurra che qualche scricchiolio lo stava manifestando. Tuttavia gli azzurri sono riusciti ad arrivare al riposo con il risultato di vantaggio, ma era facile prevedere una reazione importante nella ripresa da parte della squadra di Novellino.

Succede però che ad inizio ripresa arriva il bellissimo raddoppio di Zajc e a quel punto la sensazione di aver messo un grosso mattone per la costruzione della vittoria stava prendendo campo. Non avevamo però fatto i conti con la possibilità di un generale black out che ha di fatto sconcertato e lasciato di stucco il popolo azzurro che è rimasto con un pugno di mosche in mano. Difficile digerire questo tipo di sconfitte, difficile anche provare a dare spiegazioni su come sia possibile. Una squadra ambiziosa che vince 2-0 in trasferta non può farsi riprendere e rimontare con questa facilità e non può permettersi di fermarsi a guardarsi nello specchio e a dirsi quanto siamo belli. No, così non va, non è questa la strada giusta che l’Empoli sembrava aver intrapreso fin da subito.

Inizia a preoccupare anche una difesa colabrodo che prende tanti, troppi gol nonostante i segnali di ripresa delle ultime uscite. Sarà forse il caso di rivedere l’assetto a tre? Oggi si salvano veramente in pochi, di positivo forse ci ricorderemo di questa partita dei gol di Donnarumma e Zajc che rappresentano due autentiche perle. Malissimo Krunic che entra in campo al posto proprio dello sloveno Zajc non incidendo e, anzi, facendosi espellere per proteste vanificando le ultime speranze di rimonta. Speriamo che il nuovo corso societario intervenga duramente nei confronti del calciatore che in questa categoria deve rappresentare il valore aggiunto. Sconfitta che dovrà necessariamente servire per fare una profonda riflessione.

PREMIO PREPARAZIONE, IL NUOVO INCUBO DEI GENITORI

premiopreparazioneL’argomento che tiene maggiormente banco in chiave settore giovanile è senza dubbio legato al vincolo sportivo, ma un altro incubo che sta attanagliando sempre di più i genitori è il premio preparazione, passaggio peraltro obbligato proprio per il vincolo che l’atleta firma all’età di 16 anni.

Cos’è il premio preparazione?

Per coloro che non lo sapessero è un premio che deve essere corrisposto alle ultime due società in cui il ragazzo ha militato negli ultimi tre anni di attività. Per rimanere in ambito calcistico e per fare esempi concreti e comprensibili a tutti, gli anni di riferimento sono quelli in cui il ragazzo disputa i campionati di Giovanissimi, Allievi B e Allievi. Il tutto con parametri FIGC prestabiliti sotto forma di tabella (foto sopra) con aggiornamenti annuali ISTAT. Dicono che sia per tutelare le società che hanno investito nella crescita del ragazzo. Ma sarà proprio così? Qualche dubbio, legittimo, c’è e soprattutto oggi più di ieri, perché di soldi ce ne sono sempre meno, c’è più bisogno di incassare. Succede quindi che le società chiedono soldi che gli spettano in relazione al premio preparazione mentre più spesso quando dovrebbero essere loro a versarli ad altre società dicono che non ne hanno. Chi paga quindi? I soliti. I genitori, quelli che hanno sempre pagato per consentire al proprio figlio di fare sport. Ma andiamo con ordine e torniamo al discorso della tutela delle società.

Prendiamo in esame un percorso standard di un bambino che si avvicina al mondo del calcio. All’età di 6-7 anni inizia con i primi calci, con attività ludiche in una società di provincia (che chiamerò società x), magari del proprio paese. Supponiamo che rimanga in questa società fino all’età di 13-14 anni categoria Giovanissimi B, quindi un lasso di tempo considerevole in cui avrà sicuramente ricevuto insegnamenti importanti, una formazione tecnica di base, di sicuro l’avviamento al gioco del calcio. Arriva una società più importante (società y), la quale può offrire la partecipazione ad un campionato regionale o, meglio, Elite spesso andando dritto sui genitori scavalcando le società che non possono fare nulla in quanto tesserati annualmente. La società y si troverà un piccolo calciatore sul quale lavorare per valorizzarlo ma che è già formato e probabilmente valido altrimenti questa società non sarebbe andata a cercarlo e dopo soltanto tre anni incasserà il premio preparazione per intero. La cifra varia a seconda di dove il giovane calciatore firmerà il proprio vincolo quando arriverà alla categoria Juniores. Cifre comunque non inferiori, da tabella, a tre zeri anche se spesso (ma non sempre) l’accordo viene trovato per cifre inferiori. Chiaramente più alta è la categoria e più alto sarà il premio. Ma la domanda che sorge spontanea pensando alla tutela delle società è la seguente: quale tutela ha avuto la società x (quella che ha avviato il ragazzo al calcio) che forse più di tutti ha contribuito alla formazione del ragazzo?

Altro esempio: il calciatore disputa i campionati Giovanissimi e Allievi B in una società e poi, per i motivi più disparati, gioca il campionato Allievi in un’altra società. Un’esperienza che potrebbe essere di passaggio, dove potrebbe non trovarsi bene e giocare poco. Perché questa società deve incassare il 60% del premio a fronte del 40% che prenderebbe in questo caso l’altra società? Quale contributo avrà mai dato per la preparazione del calciatore? Le domande, insomma, sono tantissime per una norma che presenta diverse falle e iniquità. Chiedendosi anche su che basi vengono stilate queste tabelle e perché l’ultima riserva dell’ultima squadra deve valere come il più bravo della categoria. E soprattutto una cosa che mi chiedo spesso: ma chi stabilisce se effettivamente le società sono meritevoli di questo premio? E se invece avessero peggiorato o non partecipato attivamente alla crescita del ragazzo per incapacità e incompetenza dei propri tesserati? Magari militava in una società di Promozione o Eccellenza e firma il vincolo per una società di Seconda Categoria, perché pagare un premio? Come se nel frattempo non fossero stati spesi abbastanza soldi tra rette, kit, trasferte, biglietti di ingresso, ritiri e cene di sostentamento. Occorre scegliere bene le società ed informarsi sulla serietà delle stesse perchè in giro ci sono tanti volponi… Il dibattito è aperto, quello che però ritengo importante è che i genitori siano informati su quanto accade per non trovarsi non senza sorpresa a dover fronteggiare questa situazione dove, spesso, occorre tirar fuori una discreta somma in denaro per consentire al figlio di poter proseguire l’attività calcistica e questo stato di cose, appoggiato colpevolmente dalla Federazione, porta purtroppo tanti ragazzi a smettere. Dopo questo scatta il vincolo sportivo, vergogna assoluta che ormai esiste soltanto in Italia e in Grecia e che lega il giovane calciatore alle società fino all’età di 25 anni. Ma questa è un’altra storia…

Empoli-Cittadella l’ho vista così…

Krunic2
(Foto Empoli FC)

 

Prima sconfitta stagionale per l’Empoli, costretto a cedere il passo al Cittadella al termine di un trittico settimanale che era iniziato con due vittorie. Una squadra, quella azzurra, apparsa stanca mentalmente e insolitamente imprecisa. Un passaggio a vuoto che ci può stare, quasi fisiologico per una squadra profondamente rinnovata ancora alla ricerca di un perfetto amalgama dopo un inizio scoppiettante. Ad onor del vero l’Empoli non avrebbe nemmeno meritato questa sconfitta se andiamo a vedere le occasioni capitate per entrambe le formazioni, ma rispetto alle precedenti uscite gli azzurri sono apparsi al di sotto dal punto di vista dell’attenzione e della manovra. Una battuta d’arresto che paradossalmente potrebbe far crescere il gruppo, uno stop salutare che ci riporta con i piedi per terra a guardare in faccia la dura realtà della Serie B.

Il gol del Cittadella in avvio, arrivato in circostanze dubbie per un presunto fuorigioco, ha indirizzato e determinato il tipo di gara da portare avanti soprattutto da parte degli avversari. Sono rimasto sinceramente deluso dal loro atteggiamento ostruzionistico che è andato spesso oltre il consentito; mi aspettavo un Cittadella più propenso ad accettare la sfida, a giocarsi la partita a viso aperto e invece ogni fallo laterale diventava un piccolo calvario da subìre. L’Empoli dovrà imparare velocemente come fronteggiare queste situazioni perchè nelle prossime settimane potremmo incontrare dei nuovi Cittadella sul nostro cammino. Detto questo l’Empoli, specialmente nel primo tempo, ha sbagliato tanto, troppo, evidenziando una manovra farraginosa che ha fatto il buon gioco per il Cittadella.

Provedel ha subìto il gol e poi non ha dovuto fare interventi particolari, si è limitato all’ordinaria amministrazione e nella parte finale del match ha in pratica giocato da libero aggiunto. Anche i compagni di difesa tutto sommato hanno fatto la loro partita concedendo pochissimo agli attaccanti avversari. Lineare Romagnoli, volenteroso e grintoso Veseli, diesel Simic che alla distanza ha confermato le ottime impressioni fin qui ricavate. L’aspetto singolare è che nella gara in cui gli azzurri hanno concesso meno occasioni agli avversari è arrivata la prima sconfitta stagionale.

Il centrocampo è stata indubbiamente la nota dolente di giornata, i quattro in linea erano gli stessi che avevano giocato contro l’Ascoli la settimana scorsa e tre di loro a Parma avevano goduto di un turno di riposo. Male fin da subito: lento, impacciato e impreciso soprattutto Lollo che ha fatto una fatica incredibile a entrare in partita. Non bene nemmeno Untersee sulla fascia destra che raramente è riuscito a proporre qualcosa di interessante. Così così Castagnetti anche se lui si è fatto apprezzare per il coraggio e l’iniziativa di provare la conclusione da lontano. Il migliore del reparto, a mio avviso, è stato Pasqual che si è dimostrato più ordinato degli altri.

In avanti non avrebbe giocato nemmeno malissimo l’Empoli, le occasioni ci sono state e la partecipazione alla manovra corale anche, ma è inevitabile che abbiano risentito della giornata-no dei centrocampisti. A me sono piaciuti sia Caputo che Donnarumma per il tanto movimento fatto, tra l’altro quest’ultimo ha colpito anche un palo con uno spunto personale apprezzabile. Dietro a loro Krunic è andato a corrente alternata, ma come accaduto spesso pure nelle precedenti gare quando il bosniaco si accende per gli avversari son dolori. L’azione migliore è la sua con quella poderosa falcata palla al piede che lo ha portato a tu per tu con Paleari, il quale è stato bravissimo ad alzare sopra la traversa la conclusione a botta sicura.

Ha sorpreso la scelta di Vivarini di sostituire Donnarumma con Ninkovic. Mi aspettavo, questo sì, l’inserimento dell’attaccante serbo per aumentare il peso specifico in attacco ma non l’uscita dell’ex della Salernitana che peraltro non stava facendo malissimo. Probabilmente ha prevalso la logica delle forze fresche mantenendo certi equilibri, ma i cambi non hanno portato molto e, anzi, l’Empoli ha perso quella verve che aveva avuto nella prima parte della ripresa. Comunque nessun dramma, si tratta, come detto in apertura, di un passaggio a vuoto che ci può stare dopo un avvio oltre le aspettative, un tipo di gara che rivedremo ancora al “Castellani” perchè la Serie B è anche questa. L’importante è continuare a lavorare per prendere coscienza dei propri mezzi perchè, nonostante la partita non esaltante, la squadra ha prodotto diverse occasioni da gol. E’ stato un incidente di percorso, un contrattempo, una sconfitta che aiuterà a crescere.