La sfida di Vivarini

vivarini

 

Riavvicinare la città alla squadra. E’ questa la prima, vera e affascinante sfida lanciata dal nuovo tecnico azzurro Vincenzo Vivarini. Una sfida a se stesso, uno stimolo in più e lui sa bene che per riuscire in questo dovrà anche presentare una squadra che entri nei cuori della gente. Attraverso il bel gioco, ma soprattutto attraverso un atteggiamento volto ad onorare e rispettare i colori che indossano. Per questo ha chiesto alla società che vengano ingaggiati giocatori motivati oltre che funzionali al modo di giocare, ha chiesto grandissima motivazione anche da parte di quelli che rimarranno dalla stagione appena conclusa.

Vivarini sa bene che deve riportare entusiasmo, la ferita è ancora molto aperta e fa ancora male, non a caso ieri nonostante la doppia presentazione, la sua e quella del nuovo DG Andrea Butti, il tema che ha tenuto banco maggiormente tra la tifoseria è stato quello inerente la posizione di Daniele Croce, calciatore in scadenza di contratto amatissimo dai tifosi e che ha dato tutto se stesso in questi anni, ma che non rientra nei progetti del nuovo corso dirigenziale. Solo la richiesta di conferma da parte del nuovo mister, che conosce Croce dai tempi di Pescara, ha spinto il tandem Butti-Accardi a formulare un’offerta al “Prestigiatore”, ma solo per atto dovuto e non con la volontà vera, forte di trattenere il giocatore. L’addio è certo a meno di clamorosi quanto improbabili ripensamenti del club. Diciamo che nell’intento di riavvicinarsi alla propria gente l’inizio dell’Empoli non è dei migliori.

Tornando a Vivarini, la presentazione ufficiale ha mostrato un uomo desideroso di giocarsi una carta importante dopo due anni travagliati per motivi diversi: primo posto con il Teramo poi revocato per il calcioscommesse ma con l’allenatore totalmente estraneo ai fatti e retrocessione in Lega Pro con il Latina la scorsa stagione con una società fantasma alle spalle. Atteggiamento umile, propositivo verso l’ambiente esterno e con una idea già chiara di come impostare il progetto iniziale sul quale lavorare ovvero quello che prevede la difesa a tre. Amico di Giampaolo e Sarri è normale che in cuor suo coltivi la speranza di ripercorrere il loro cammino. E’ un profilo che ricorda molto l’attuale tecnico del Napoli, ma meno vulcanico  di lui.

E’ opinione diffusa, tra gli addetti ai lavori con i quali ho avuto modo di parlare, che Vivarini è un bravo tecnico, sa far giocare bene le sue squadre ed Empoli potrebbe essere veramente la piazza ideale per lui anche se ci arriva in un momento particolare della storia recente di questa società. Il più difficile senza dubbio. Compito delicato ma stimolante quello che attende l’allenatore abruzzese che sembra tuttavia avere le idee molto chiare sul percorso da seguire. Avrà bisogno del massimo sostegno e dell’apporto di tutti anche perchè Vincenzo Vivarini è l’allenatore dell’Empoli FC.

 

Croce… e delizia

croce

A ore verranno ufficialmente presentati l’allenatore Vincenzo Vivarini e il direttore generale Andrea Butti, poi speriamo davvero che il mercato dell’Empoli entri nel vivo e ci indichi la strategia che vorrà seguire il club azzurro, saranno importanti le prime mosse. Arcinota la volontà di cambiare il più possibile, per il momento ci dobbiamo affidare ai rumors e alle sensazioni per capire chi veramente potrebbe rimanere a Empoli. Un paio di settimane fa mi divertii, su Facebook, ad indicare con un sì o con un no, secondo me, chi sarebbero stati quelli che potenzialmente avevano possibilità di restare. Per uno solo scrissi “speriamo…”. Per Daniele Croce.

Il “Prestigiatore”, dopo aver fatto incetta di tutti i premi stagionali empolesi, appartiene al gruppo dei “senatori” ovvero quel gruppo identificato in capitan Maccarone del quale il presidente e il neo direttore sportivo Accardi vorrebbero disfarsi in toto. Non tocca certo a me dire quanto stia a cuore Croce ai tifosi azzurri e quanto sia stato importante in questi anni. In campo, ma anche e soprattutto fuori dal campo si è fatto ben volere per la serietà, la disponibilità e la semplicità. Proprio si fa fatica ad inquadrarlo come cospiratore o elemento disgregativo per lo spogliatoio, le lacrime versate al triplice fischio a Palermo non erano di circostanza ma venivano da dentro.

Pare che Vivarini abbia chiesto la sua conferma, motivo ulteriore per portare la dirigenza a riflettere bene prima di disfarsi di lui. E’ chiaro che, essendo un classe ’82, non possa dare ampie garanzie dal punto di vista della tenuta in un campionato lungo ed estenuante come quello della Serie B, ma è altrettanto vero che un elemento efficace e duttile come lui non è facilissimo trovarlo e per la categoria sarebbe sicuramente una garanzia. Senza dimenticare che non guasterebbe un po’ di esperienza e senso di appartenenza che Croce ha sempre dimostrato di avere per questa maglia e per questa città.

Vista la situazione generale che si vive al momento ad Empoli, una mancata riconferma di Croce non sarebbe un segnale di distensione. E’ vero che le società non possono fare mercato seguendo gli umori dei tifosi, ma è altrettanto vero che in questo caso lo suggerisce la logica perchè stiamo parlando di un calciatore molto valido. La cosa peggiore che la società potrebbe fare sarebbe quella di offrirgli un rinnovo inadeguato. Un modo per farlo rifiutare. Sarebbe antipatico sentirsi dire che non ha accettato lui…

 

“Tabula rasa”

Ventidue giorni dopo la conclusione del campionato l’Empoli getta le basi per la prossima stagione ufficializzando Vincenzo Vivarini come nuovo allenatore al posto di Martusciello ed il nuovo direttore generale Andrea Butti a sostituire il partente Carli. Adesso può partire il restyling richiesto dal presidente Corsi, o forse il termine “tabula rasa” rende meglio l’idea di quello a cui andrà incontro la società azzurra. Saranno poche, pochissime le conferme nel parco giocatori e si cercherà rapidamente di cedere tutti quelli cedibili. Nessun contratto in scadenza dovrebbe essere rinnovato e verranno promossi alcuni giovani dalla Primavera.

La stagione conclusa è destinata a lasciare strascichi per un lungo periodo anche se il tempo sta mettendo a posto un po’ di cose. Il capro espiatorio è stato senza dubbio Martusciello a cui è stata dedicata pure la scorsa edizione del “Volo del Ciuco” con il nome dato al fantoccio, appunto, Giovanni da Ischia. E’ stato detto da molti che l’Empoli è stato senza allenatore, ma in pochi forse si sono accorti di essere stati anche senza direttore generale. Non lo dico io, ma lo ha fatto capire lo stesso Marcello Carli nella conferenza di saluto quando testualmente ha detto “se subisco le cose (le decisioni del presidente come quelle della scelta dello stesso Martusciello e Gilardino n.d.r.) io sono una persona che non riesce a trasmettere agli altri”. Non vuole certo essere un’accusa verso l’ex direttore, ma semplicemente una constatazione di quanto sia mancata la sua figura, il suo apporto, soprattutto in alcuni momenti della stagione e in alcune circostanze in cui si doveva intervenire con decisione. Doveva andarsene la scorsa stagione quando iniziarono i primi scricchiolii con Fabrizio Corsi. Con un allenatore esordiente alla guida della squadra a maggior ragione sarebbe servita una società più forte. Invece si è lasciata troppa libertà e concessa troppa impunità ad un gruppo che via via si è sfaldato fino all’epilogo finale con quelle prestazioni sconcertanti con alcuni elementi che non hanno remato nella giusta direzione. Carli questo lo sa perchè tra le tante cose dette si è anche rammaricato di non aver aiutato Martusciello come avrebbe dovuto, cosa che alla fine l’Empoli ha pagato a carissimo prezzo.

L’ormai ex tecnico azzurro ha lavorato in grandi difficoltà finendo per sbagliare completamente l’atteggiamento verso l’esterno e anche qui nessuno che sia intervenuto per fargli correggere il tiro come accade nelle altre società. Ripenso al mercato, alla scelta scellerata di Gilardino e al mancato ingaggio di un regista al posto di Paredes, ai primi segni di nervosismo: Saponara a Sestola e Maccarone alla prima di campionato contro la Sampdoria; alla difficoltà di far coesistere anche a livello di personalità un campione del mondo ingaggiato con il doppio dello stipendio rispetto all’autentico leader della squadra che non ha mai preso bene l’arrivo del Gila, primo motivo di forte scontro.

L’Empoli non doveva creare questi presupposti con Maccarone, l’ingaggio da fare era un altro, un investimento tipo Iemmello o Lasagna cioè calciatori che potevano stare in panchina senza problemi ma che fossero pronti all’occorrenza per giocare dal primo minuto. Crescere, insomma, sotto l’ala protettiva del capitano. Invece la scelta societaria, oltre a non portare niente in concreto, ha tolto molto allo stesso Maccarone fino a renderlo responsabile in maniera importante della retrocessione. Non passa giorno da quel maledetto 28 maggio che non ripensi a quell’occasione clamorosa avuta a Palermo. Non voglio alludere a nulla, nessuno saprà mai il perchè non abbia effettivamente tirato in porta, ma quell’immagine è l’icona della delusione e di un senso di tradimento a cui feci riferimento in un post su Facebook nell’immediato post gara. Da parte della squadra, perchè in quelle partite lì non serve un allenatore in panchina per giocare in maniera decente sapendo di essere con l’acqua alla gola e forse anche di più.

Rimango fermamente convinto che la vittoria di Firenze, paradossalmente, sia stata l’alba della nostra retrocessione. Il forte screzio avuto dallo stesso Maccarone con Martusciello e consumato in campo subito dopo il triplice fischio di fronte a tutta la squadra ha avuto un effetto devastante, forse decisivo, soprattutto perchè è mancato l’intervento della società nella settimana seguente. Nessun calciatore si può permettere simili atteggiamenti per il semplice fatto di non essere stato schierato dall’allenatore, ancora meno lo deve fare un professionista di una certa esperienza come lui. La sensazione di un gruppo che ormai aveva raggiunto il punto più basso della propria coesione e sopportazione è diventata sempre più certezza nelle ultime gare quando l’Empoli è stato capace di perderne quattro su cinque compiendo un vero e proprio suicidio sportivo.

Maccarone non farà più parte dell’Empoli al 99.99%, coloro che avevano la certezza che avesse sbagliato quel gol volontariamente perchè in combutta col presidente al fine di pilotare la retrocessione dovranno rivedere le proprie convinzioni. Ci sarà un profondo e radicale rinnovamento anche nello staff tecnico e medico, uno tsunami insomma, dagli effetti non facilmente pronosticabili ma di cui parleremo non appena avremo il quadro più dettagliato della situazione. Fabrizio Corsi ha sbagliato tantissimo in questa stagione, ma quando ripenso al finale di stagione e alla sua tranquillità ai microfoni al “Barbera” con la squadra appena retrocessa mi viene in mente la scena di Roberto Benigni nel film “Jhonny Stecchino” quando la moglie gli tende una trappola nel bagno di un autogrill facendolo trucidare da un commando armato. Per amore si è fidato, ma alla fine è rimasto fregato  senza possibilità di poter fare qualcosa. Troppo tardi. Ma lui può ripartire e fare tesoro degli errori. Palermo é stato un triste tramonto, ma oggi con Vivarini e Butti c’è una nuova alba che, speriamo, possa rappresentare l’inizio di una stagione piena di sole. Ci saranno tante facce nuove, tanti calciatori diversi perchè questi vanno e vengono, ma l’Empoli sarà sempre quella maglia azzurra che scenderà in campo.

 

Calma apparente

Empoli Logo Nuovo

 

Sono ormai passati venti giorni da quella triste notte del “Barbera” dove l’Empoli ha conosciuto la sconfitta che lo ha condannato alla Serie B. Venti giorni che non sono stati sufficienti, e chissà quanti ce ne vorranno ancora, per cancellare l’onta della vergogna mista ad incredulità per un epilogo drammatico, sportivamente parlando. La vergogna la percepisci, la tocchi con mano nella quotidianità quando ti fermi a parlare di calcio e dell’Empoli con altre persone che incontri per strada o in qualsiasi altro luogo, quando la domanda alla quale rispondere è sempre la stessa: “ma come avete fatto a retrocedere?”. Avverti il disagio e l’imbarazzo nel fornire una risposta esaustiva e convincente e provi a dare una tua spiegazione, una tua lettura, ma prima di finire i tuoi concetti parte il secondo mantra attuale che, ormai, si è inculcato nella testa dell’opinione pubblica: “son voluti retrocedere”. Io ho sempre respinto e rifiutato questa tesi perchè mi pare inverosimile, ma è anche vero che quando tutti te lo dicono alla fine un pensierino ce lo fai anche te. L’ho fatto. Ma sono tornato alla mia idea, non mi convince per nulla la teoria per la quale la società abbia scelto di voler scendere in Serie B. Per tanti motivi. Non posso pensare che sia stata una cosa programmata quando oggi, appunto dopo venti giorni dalla fine del campionato e ad altrettanti che ci separano dalla ripresa dei lavori, l’Empoli è ancora in alto mare per quanto riguarda i programmi futuri. Che programmazione sarebbe? Che senso avrebbe aver pilotato una retrocessione per farsi trovare impreparati, nei fatti, nella costruzione del nuovo ciclo che prevede, almeno nelle idee del presidente, un profondo rinnovamento? E’ illogico e da incompetenti e di questa società tutto si può dire tranne che non sappiano fare calcio. Non lo dico io, lo dicono i fatti e i numeri dell’ultimo ventennio. Poi si può totalmente sbagliare una stagione, ma l’incompetenza è un’altra cosa. Quella che si sta concludendo doveva essere la settimana degli annunci dopo lo scorso week end di fuoco fatto di incontri, chiacchierate e accordi. E invece niente di tutto questo, solo una calma apparente. Apparente perchè voglio pensare che la società stia lavorando sotto traccia e alacremente. Il nodo è senza dubbio quello del direttore generale in sostituzione di Marcello Carli ormai ex da diversi giorni e probabile nuovo DG del Palermo. Sembrava tutto fatto per il capo scouting della Sampdoria Riccardo Pecini, nelle ultime ore sembra invece una pista molto raffreddata tant’è che da Genova rimbalzano voci sempre più insistenti di un prolungamento di contratto del dirigente con la società blucerchiata. L’altro nome in ballo che si era fatto assieme a Pecini era quello di Faggiano, adesso al Parma che stasera sarà impegnato nella finale play off di Lega Pro contro l’Alessandria. Che sia anche questo un motivo del silenzio? Mi spiego: magari se il Parma non dovesse salire in Serie B a quel punto Faggiano potrebbe decidere di liberarsi ed accettare la proposta dell’Empoli. In caso contrario è veramente difficile, al momento, capire quale strada vorrà percorrere Fabrizio Corsi. Appurato che l’allenatore c’è già e risponde al nome di Vincenzo Vivarini, è chiaro che il ritardo dell’investitura del nuovo direttore generale comporti un ritardo significativo nella costruzione della squadra da affidare all’ex tecnico del Latina, a maggior ragione considerando il fatto che praticamente tutta la squadra (o quasi) dovrà essere smantellata. Il rischio è quello di dover fare le cose in fretta e con scarsa lucidità. Rischio che sinceramente sarebbe meglio evitare onde evitare di prendere decisioni affrettate e di pancia. Che arrivi quindi questa figura fondamentale e che questa calma apparente possa trasformarsi in attività costante. Sarebbe l’unico modo per girare definitivamente pagina e provare a scrollarsi di dosso le scorie di una retrocessione dolorosa.

E’ Vincenzo Vivarini la prima tessera del puzzle azzurro

Single blue puzzle piece isolated

 

Manca soltanto l’ufficialità, ma Vincenzo Vivarini è, di fatto, il nuovo allenatore dell’Empoli. Reduce anche lui da una stagione non certo facile terminata con la retrocessione in Lega Pro con il Latina (a proposito, proprio ieri la FIGC ha tolto l’affiliazione alla società pontina), Vivarini l’ha spuntata su una rosa di nomi meno folta di quanto si possa pensare, segno che la società del presidente Corsi aveva le idee piuttosto chiare sul dove andare a parare per sostituire Giovanni Martusciello.

Classe 1966, una carriera da calciatore non di primissimo piano consumata quasi interamente sui campi della Serie C e una discreta gavetta in Serie D e in Lega Pro per quanto concerne invece la carriera da allenatore. L’apice lo ha toccato sicuramente con il Teramo nel 2014/2015 quando la formazione abruzzese, sbaragliando la concorrenza, si piazzò al primo posto nel raggruppamento B della Lega Pro guadagnandosi l’accesso diretto alla Serie B, poi revocato per una brutta vicenda di calcioscommesse nella quale, però, il nuovo tecnico azzurro fu assolutamente estraneo ma vide coinvolto direttamente il presidente del sodalizio abruzzese.

Vivarini non è ferreo o integralista nella scelta del modulo da adottare ma, anzi, la sua storia parla di cambiamenti in base alle caratteristiche dei giocatori in rosa. Ha scelto Empoli dopo essere stato ad un passo dalla panchina del Novara ed essere stato tentato dalla Juventus che gli avrebbe offerto la panchina della Primavera per sostituire Fabio Grosso. Quella che al momento è solo una sensazione ma che potrebbe diventare ben presto realtà è che l’Empoli si dovrebbe presentare ai nastri di partenza con una difesa a tre, aspetto inusuale da queste parti ma assai intrigante. Indicative, in questo senso, saranno le prime mosse di mercato sul fronte giocatori non appena verrà ufficializzato anche il ruolo di Direttore Generale lasciato vacante da Marcello Carli.

Salvo sorprese dovrebbe sbarcare a Empoli Riccardo Pecini, capo scouting della Sampdoria con la quale è ancora legato contrattualmente, ma il corteggiamento dell’Empoli stimola molto il dirigente blucerchiato che non vorrebbe farsi sfuggire questa grande occasione. Questione di ore e poi sapremo.

 

Giornata frenetica per la panchina. Vivarini: “No comment”

Empoli Logo Nuovo

 

Quella di oggi è stata decisamente una giornata intensa, frenetica per l’Empoli che cerca di stringere i tempi per ufficializzare il tecnico che guiderà gli azzurri nel prossimo campionato di Serie B. In mattinata sembrava in netto vantaggio la rivelazione della Lega Pro appena conclusa Antonio Calabro, capace di trascinare il Francavilla Virtus in appena tre anni dall’Eccellenza ai play off di Lega Pro, poi nel pomeriggio un ritorno di fiamma di Vincenzo Vivarini che al momento sembra aver spodestato Calabro nelle preferenze della dirigenza empolese. Niente di ufficiale, niente di certo in quello che è un vero e proprio valzer delle panchine con diverse società coinvolte. Lo stesso tecnico ex Teramo e Latina non si è voluto sbilanciare e si è trincerato dietro un sostanziale no comment: “Per adesso dobbiamo rinviare qualsiasi parola”, a conferma che la trattativa c’è, l’intesa forse, ma la certezza no. Visto quanto accaduto nelle ultime ore sarebbe quanto mai azzardato fare un pronostico e pertanto non rimane che attendere qualche ora per capire se davvero l’Empoli affiderà a Vivarini il compito della ricostruzione. Molto più defilata la posizione di Oddo che più che un’idea dirigenziale sembra essere una suggestione giornalistica, un abbinamento che poteva starci per diverse ragioni. Molto remota, infine, la voce che si era sparsa nei giorni scorsi e che volevano l’Empoli sulle tracce del vulcanico Eziolino Capuano. Domani (o al massimo martedì) potrebbe essere il giorno giusto per il nuovo allenatore dell’Empoli e contestualmente si dovrebbe rescindere il contratto con Martusciello che passerà all’Inter nel ruolo di collaboratore tecnico di Spalletti.

Inseguendo il sogno…

Empoli Logo Nuovo

 

Questa non è una notte come le altre. Questa è l’ultima notte prima di Empoli-Atalanta, ovvero la partita che potenzialmente potrebbe regalare la salvezza agli azzurri. La terza consecutiva, mai successo fino ad ora nella storia del club. Ancora 180 minuti da giocare, tre squadre racchiuse in due punti e una di queste saluterà ineluttabilmente la Serie A. In questi momenti nella mente si rincorrono i ricordi di campionati passati, alla ricerca di situazioni simili magari sfociate in positività, cresce l’ansia che mette da parte gli istinti aggressivi e polemici lasciando spazio alla speranza, per liberarsi di un peso che si è fatto via via sempre più insopportabile. E’ stata una stagione difficile per tanti aspetti, oggi se ne vedono i segni negli occhi dei tifosi e se ne sentono i colpi nell’anima lacerata da mesi e mesi di confronti sempre più aspri. Domani non ci sarà spazio per altro, domani esisterà solo la partita del “Castellani”, che si vestirà d’azzurro come capita per le grandi occasioni. Tutti uniti per spingere i ragazzi alla vittoria che potrebbe decretare, già domani, la matematica salvezza. La Roma e il Napoli hanno vinto le rispettive gare e quindi la Juventus non potrà permettersi distrazioni contro il Crotone allo “Stadium”. Non che avessi il minimo dubbio sulla serietà della formazione bianconera, ma si sa quanto siano importanti le motivazioni nel calcio soprattutto quando tempo ce n’è sempre meno e si ha la consapevolezza di non poter più rimediare. L’Atalanta è sicuramente la sorpresa più bella del campionato, un gruppo giovane che ha incantato per lunghi mesi e si è meritatamente guadagnato l’accesso all’Europa League garantendosi, a meno di clamorosi colpi di scena, la quinta posizione in classifica a dispetto di un avvio di stagione incerto. Ma le motivazioni dell’Empoli, come dicevo prima, dovranno essere decisamente superiori. Confidando anche nel forte senso di reazione, di rivalsa degli azzurri per riscattare la brutta pagina di Cagliari di sette giorni fa. Sarà una notte lunga, per molti agitata. Una notte che ci porterà all’inseguimento di un sogno, sperando di raggiungerlo.